Prestiti ad amici e parenti, attenzione ai controlli del fisco

cassarisparmioviterboI prestiti gratuiti ad amici e parenti potrebbero “insospettire” l’occhio lungo dell’Agenzia delle Entrate e, al tal fine, si rende dunque necessario compiere qualche piccola accortezza per evitare sgradevoli conseguenze in materia. Con i nuovi controlli pro-redditometro, infatti, improvvisi incrementi di liquidità sul conto corrente potrebbero essere determinanti di segnalazioni circa incongrue movimentazioni, rendendo quindi esigente una spiegazione nei confronti degli ispettori del fisco.

L’Agenzia delle Entrate, è d’altronde ben noto, desidera cercare di ridurre il rischio di manifestazioni di situazioni di riciclaggio del denaro, e un ingresso di denaro non adeguatamente dichiarato sul proprio conto corrente, potrebbe far accendere delle spie nella lunga lista di controlli che il Fisco potrebbe attivare. Ma in che modo tutelare sé stessi e i beneficiari di questi finanziamenti tra parenti e amici, senza insospettire l’Agenzia delle Entrate?

La soluzione migliore è una sola: cercare di stipulare una scrittura privata che possa andare a regolamentare il prestito infruttifero tra persone private. In questo modo si attesterà in maniera ufficiale e “univoca” l’avvenuto passaggio di denaro da un soggetto creditore a un soggetto beneficiario. Un comportamento che potrà certamente sembrare fin troppo scrupoloso, ma che oggi appare essere quanto di più fondamentale vi possa essere per evitare di insospettire eccessivamente il Fisco e, soprattutto, farsi trovare “sguarniti” in caso di riscontro da parte delle Entrate.

Ricordiamo, in merito, che la scrittura privata deve comunque essere registrata presso l’Agenzia delle Entrate o, in alternativa, regolarizzata con “scambio di corrispondenza” (con raccomandate a/r). In questo modo, nell’ipotesi (vedremo, nei prossimi mesi, se sarà molto rara o meno) in cui scattino dei controlli tali da rendere giustificabile tale movimentazione di denaro, sarà molto semplice cercare di fronteggiare le richieste dell’Agenzia delle Entrate con la propria documentazione prodotta.

Una piccola cautela per disciplinare nel migliore dei modi il passaggio di denaro, che tuttavia potrebbe risparmiarvi parecchi grattacapi nel vostro rapporto con il Fisco.