Prestiti rimborsati in crescita negli USA

In un clima di forte attesa per dati macroeconomici positivi, non può certamente passare inosservato l’ultimo report prodotto dalla Federal Deposit Insurance Corporation, l’agenzia federale che assicura i depositi sul territorio degli Stati Uniti, che ha compiuto una fotografia molto attendibile sull’andamento dei rimborsi regolari dei prestiti personali concessi dalle banche americane nei confronti delle famiglie. Dati positivi, che fanno ben sperare nei confronti di un miglioramento delle fondamentali di settore.

Il report condotto dalla FIDC sostiene infatti che nel corso del secondo trimestre del 2012 il numero dei prestiti non rimborsati è calato del 29 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una contrazione molto significativa, che ha permesso alla variabile di toccare il punto minimo degli ultimi tre anni, e che ha permesso alle banche americane di accantonare il 26 per cento in meno di fondi per coprire eventuali perdite future, in ossequio alle indicazioni sui coefficienti e sui requisiti patrimoniali ritenuti di equilibrio.

Forse anche in virtù di una migliore gestione dei propri asset creditizi, la Federal Deposit Insurance Corporation afferma che sia calato da 772 unità a 732 unità il numero delle banche in difficoltà nel corso del secondo trimestre.

Sempre nello stesso periodo, inoltre, e proprio in virtù di minori accantonamenti per fondi perdite, il profitto complessivamente ottenuto dalle banche nazionali è cresciuto del 21 per cento toccando quota 34,5 miliardi di dollari. L’incremento in doppia cifra rispetto all’anno precedente stride tuttavia con il lieve calo su base trimestrale, visto e considerato che nel periodo gennaio – marzo 2012 il profitto del sistema bancario del mercato nord americano aveva toccato quota 34,8 miliardi di dollari.

Secondo una buona parte degli analisti, il numero di prestiti rimborsati regolarmente dovrebbe mantenersi su livelli soddisfacenti, e minimi dagli inizi della crisi economico finanziaria, anche nel corso dei prossimi trimestri, comprimendo al ribasso incagli e sofferenze.